Fiscale e Tributario > Archivio News martedì 5 novembre 2019

Riqualificazione energetica

Cessione del credito

Il beneficiario della detrazione sugli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici può su opzione cedere il credito corrispondente alla detrazione ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti sempreché collegati al rapporto originario. Costoro hanno facoltà di successiva cessione del credito.


Le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per:

- interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali che interessino l'involucro dell'edificio, con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo, nonché
- quelli finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la qualità media di cui al decreto del Mise 26 giugno 2015,
possono oggetto di cessione del credito corrispondente alla detrazione (pari, rispettivamente, al 70% o al 75% delle spese sostenute) con opzione da parte dei condòmini verso:
- i fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero
- altri soggetti privati
con facoltà di successiva cessione del credito (ai sensi dell’articolo 14 del DL 63/2013).

A decorrere dal 1° gennaio 2018, la legge di Bilancio 2018 ha esteso, la possibilità di cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante per tutti gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici richiamati nell'articolo 14 del DL 63/2013, ivi compresi quelli effettuati sulle singole unità immobiliari (articolo 1, comma 3, lettera a), n. 10) legge 205/2017).

L’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 415 del 15 ottobre 2019 fornisce un riepilogo della disciplina della cessione del credito relativo ad interventi di riqualificazione energetica con riferimento ai soggetti a cui può essere ulteriormente ceduto.

In particolare, in ordine ai soggetti a favore dei quali può essere effettuata la cessione del credito, è stato chiarito, che per altri soggetti privati devono intendersi i soggetti diversi dai fornitori, sempreché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione (per evitare la cedibilità illimitata dei crediti d’imposta).

A titolo esemplificativo la detrazione potrà essere, dunque ceduta, nel caso di interventi condominiali:
- nei confronti degli altri soggetti titolari delle detrazioni spettanti per i medesimi interventi condominiali ovvero
- più in generale, nel caso in cui i lavori vengano effettuati da soggetti societari appartenenti a un gruppo, nei confronti delle altre società del gruppo ad esclusione, tuttavia, per i soggetti diversi dai cd. no tax area, degli istituti di credito e degli intermediari finanziari.
Nel caso di lavori effettuati da un'impresa appartenente a un Consorzio oppure a una Rete di imprese, il credito corrispondente alla detrazione può essere ceduto anche agli altri consorziati o retisti, anche se non hanno eseguito i lavori, o direttamente al Consorzio o alla Rete.

Nel caso in cui il fornitore del servizio si avvalga di un sub-appaltatore per eseguire l'opera, la cessione del credito può essere effettuata anche a favore di quest'ultimo o, ancora, a favore del soggetto che ha fornito i materiali necessari per eseguire l'opera, trattandosi comunque di soggetti che presentano un collegamento con l'intervento e, quindi, con il rapporto che ha dato origine alla detrazione.

In sintesi, il collegamento necessario ai fini della cedibilità del credito va individuato nel "rapporto che ha dato origine alla detrazione", ciò allo scopo di evitare che le cessioni dei crediti in argomento si trasformino, di fatto, in strumenti finanziari negoziabili con il rischio di una riclassificazione degli stessi e conseguenti impatti negativi sui saldi di finanza pubblica.

Nel caso posto all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate, la società istante sostiene le spese per la riqualificazione e matura il diritto alla detrazione; la relativa detrazione è imputata ai soci per trasparenza. La società beneficiaria chiede se i soci possono cedere il credito corrispondente alla detrazione alla società istante.
L’Agenzia delle Entrate nella risposta 415/2019, ritiene che i soci non possano cedere nuovamente all'istante il credito corrispondente alla suddetta detrazione in quanto tale facoltà non è disciplinata dalla previsione normativa in argomento. “Laddove, dunque, venisse consentita tale possibilità di retrocedere il credito all'originario titolare della detrazione si realizzerebbe l'effetto di permettere al beneficiario stesso di optare, in alternativa alla detrazione, per la fruizione di un corrispondente credito d'imposta, facoltà non prevista dalla norma”.


Riferimenti:

Provvedimento Direttore Agenzia delle Entrate 28 agosto 2017 prot 165110
Provvedimento Direttore Agenzia delle Entrate 18 aprile 2019, prot. 100372
Circolare 18 maggio 2018 n. 11/E
Circolare 23 luglio 2018 n. 17/E


Il Servizio Fiscale Tributario di API Torino è a disposizione degli associati per informazioni e approfondimenti (fiscale@apito.it  – clara.pollet@apito.it).









  
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