Legale > Archivio News martedì 12 novembre 2019

Legge di Bilancio 2020

Appalti, reintrodotta la Responsabilità Fiscale

Quando si verifica un appalto, affidamento, subappalto, subfornitura ed in tutti gli altri contratti di “decentramento produttivo”, il committente è tenuto a versare le ritenute IRPEF sui redditi di lavoro ed assimilati, comprese le addizionali regionali e comunali, operate dalle imprese della filiera


Con l’art.  4 del D.L. n. 124/2019 (Legge Bilancio) viene introdotto all’interno del D.Lgs. n. 241/1997 - Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni-  un nuovo articolo, il 17-bis, attraverso il quale si stabilisce che in tutti i casi di affidamento di un’opera o di un servizio (appalto, affidamento, subappalto, subfornitura ed in tutti gli altri contratti ove si realizza un decentramento produttivo), il committente è tenuto a versare le ritenute IRPEF sui redditi di lavoro ed assimilati, comprese le addizionali regionali e comunali, operate dalle imprese della filiera.

I committenti gravati dai nuovi oneri sono Enti, imprese pubbliche e private e condomini che operano quali sostituti d’imposta: l’obbligo si riferisce soltanto ai lavoratori impiegati direttamente nell’esecuzione delle opere o dei servizi affidati.

L’impianto che ne risulta rende i committenti responsabili nella tutela dei crediti erariali sulle ritenute dei lavoratori dipendenti delle imprese ove si realizza un decentramento produttivo dell’attività.

Il complesso meccanismo può esser così riassunto:

a) le somme complessive da corrispondere all’Amministrazione finanziaria entro la scadenza mensile, sono versate dalle imprese appaltatrici, affidatarie e subappaltatrici nel rispetto di un termine prefissato: almeno 5 giorni lavorativi prima della scadenza mensile su un conto bancario o postale i cui dati di riferimento sono resi noti dal committente all’impresa affidataria o appaltatrice e da quest’ultima alle imprese subappaltatrici;

b) il committente che ha ricevuto le somme necessarie per il versamento, opera di conseguenza entro la data prevista (di regola, il 16 del mese successivo) ma non può utilizzarle in compensazione: nella delega di pagamento deve essere indicato il codice fiscale del soggetto per conto del quale il versamento è stato effettuato.

Prima del versamento, il committente deve essere messo in condizione di effettuare un riscontro circa l’ammontare degli importi ricevuti: di conseguenza, le imprese della filiera debbono trasmettere, via posta elettronica certificata (PEC), al committente (quelle subappaltatrici anche all’appaltatore) entro 5 giorni dalla scadenza del giorno per il pagamento:

a) un elenco nominativo di tutti i lavoratori, con il loro codice fiscale, impiegati direttamente nel mese precedente nell’opera e nel servizio affidato, con il dettaglio delle ore prestate da ognuno di essi, e l’ammontare della retribuzione corrisposta per tale attività. Qui nasce, ad avviso di chi scrive, una prima questione: per i dipendenti utilizzati in più appalti (si pensi, ad esempio, al settore delle pulizie), sarà necessario “scorporare” le ore relative ad ogni committente, non essendo, ovviamente, sufficiente la trasmissione delle ore risultanti dalla busta paga. Altra questione che potrebbe emergere e che, in caso di ispezione, potrebbe portare a conseguenze dirette per il committente in materia anche di responsabilità contributiva riguarda la constatazione del pagamento di un numero di ore lavorate il cui ammontare non corrisponde alla paga del CCNL ma ove l’importo complessivo viene “coperto”, per la parte residua, ad esempio, da una indennità di trasferta (cosa che si verifica, spesso, negli appalti “labour intensive” affidati a “cooperative spurie”). Ad avviso di chi scrive, il committente ha la possibilità di intervenire sulla filiera, anche se ciò può portare ad ulteriori analisi amministrative;

b) tutti i dati necessari per la compilazione delle deleghe di pagamento;

c) i dati del bonifico già effettuato in favore del committente.

Per quanto riguarda le ipotetiche compensazioni il comma 6 del nuovo articolo 17-bis afferma che possono richiedere al committente la compensazione totale o parziale delle somme necessarie alla esecuzione del versamento delle ritenute dovute dalle stesse e dalle imprese subappaltatrici, rivalendosi su tali corrispettivi.

Per quanto riguarda la responsabilità il comma 7 indica che sono in carico alle imprese appaltatrici e subappaltatrici la responsabilità per:

a) la corretta determinazione delle ritenute;

b) il versamento, senza alcuna possibilità di compensazione, allorquando entro i 5 giorni lavorativi antecedenti la scadenza del pagamento, non abbiano provveduto alla esecuzione delle somme dovute nei confronti del committente o non abbiano trasmesso a quest’ultimo la richiesta di compensazione relativa a crediti maturati per l’opera ed il servizio prestati o non abbiano trasmesso i dati obbligatori richiamati dal comma 5.

Per quanto riguarda i committenti il comma 8 stabilisce la responsabilità circa:

a) il versamento delle ritenute effettuate dalle imprese della filiera entro il limite dei bonifici ricevuti ed entro la scadenza legale e dei corrispettivi maturati a favore delle imprese appaltatrici ed affidatarie e non corrisposti alla stessa data, nonché, integralmente, qualora non abbiano indicato alle stesse gli estremi del conto corrente bancario o postale sul quale effettuare il versamento.

Laddove le imprese della filiera non trasmettono i dati, non effettuano i bonifici, o richiedono al committente,  una compensazione di crediti inesistenti o inesigibile il committente ai sensi del comma 9 ha il potere di interrompere il pagamento dei corrispettivi maturati vincolando le somme al pagamento delle ritenute eseguite dandone comunicazione, entro 90 giorni, all’Agenzia delle Entrate competente per territorio, ritenzione contro la quale l’impresa appaltatrice, subappaltatrice o affidataria non può procedere con alcuna azione esecutiva.

L’unico strumento utile per l’impresa appaltatrice, subappaltatrice o affidataria è il “ravvedimento operoso” ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997 nel caso in cui entro 90 giorni dal termine in cui avrebbero dovuto versare al Committente le somme le imprese appaltatrici o affidatarie e le imprese subappaltatrici ne lo effettuino o richiedano la compensazione e trasmettano i dati. Il committente, in tali casi procederà al versamento delle somme, perfezionando, su richiesta del soggetto che ha effettuato le ritenute, il ravvedimento operoso di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 e addebitando allo stesso gli interessi e le sanzioni versati.

Il Committente, dopo aver effettuato i versamenti per conto delle imprese appaltatrici ed affidatarie, dovrà comunicare via Pec alle stesse, l’avvenuto pagamento, entro i successivi 5 giorni laddove in caso contrario le imprese della filiera avranno titolo per poter far presente la situazione all’Agenzia delle Entrate.

La novella legislativa prevede, altresì la possibilità che le imprese della filiera possano eseguire direttamente il versamento delle ritenute comunicando tale opzione al committente laddove sussistano contemporaneamente le seguenti due condizioni:

a) debbono essere in attività da almeno 5 anni oppure che nei 2 anni antecedenti abbiano versato nel conto fiscale importi superiori a 2 milioni di euro;

b) non abbiano iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi relativi a tributi e contributi previdenziali superiori a 50.000 euro, per i quali non siano stati accordati provvedimenti di sospensione.

L’Agenzia delle Entrate avrò il compito di realizzare, attraverso canali telematici, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della disposizione, una serie di adempimenti, tra cui la certificazione delle imprese che possono eseguire direttamente il versamento delle ritenute fiscali e, possibili, modalità alternative per la trasmissione telematica delle informazioni intercorrenti tra il committente e le imprese della filiera.

Nel caso di pagamento diretto, è fatto, però divieto di avvalersi della compensazione concernenti i contributi previdenziali, assistenziali ed assicurativi relativi ai loro dipendenti impiegati nell’opera o nel servizio e maturati durante l’esecuzione del contratto.

Nei confronti dei soggetti obbligati che non eseguono, in tutto o in parte i versamenti alle scadenze dovute, trova applicazione la sanzione amministrativa prevista dall’art. 13, comma 1, del D.Lds. n. 471/1997 (30% per ogni importo non versato: per i versamenti effettuati con un ritardo compreso in 90 giorni, l’importo è ridotto della metà. Per i versamenti effettuati entro i 15 giorni dalla scadenza, la sanzione è ulteriormente ridotta ad un importo pari a 1/15 per ciascun giorno di ritardo). Il successivo comma 17 afferma, inoltre che, a chiunque, obbligato, che non esegua alle prescritte scadenze, il versamento delle ritenute, trova applicazione l’art. 10-bis del D.Lds. n. 74/2000, con le relative soglie di punibilità il quale afferma che: “è punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta dovute sulla base della stessa dichiarazione risultante dalla certificazione rilasciata ai sostituti, per un ammontare superiore a 150.000 euro per ciascun periodo d’imposta”.

Le disposizioni di cui sopra entreranno in vigore il 1° gennaio 2020.







  
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