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Cessioni intracomunitarie

Necessaria la prova

La fatturazione delle cessioni di beni a clienti intracomunitari è effettuata senza IVA a condizione che siano rispettati i requisiti richiesti dalla norma tra i quali il trasferimento fisico dei beni nell’altro paese comunitario con onere della prova a carico del cedente.

La cessione a titolo oneroso di beni a clienti intracomunitari è fatturata come operazione non imponibile Iva in base all’articolo 41, primo comma, lettera a) DL 331/1993 a condizione imprescindibile che ci siano congiuntamente i seguenti requisiti:
• onerosità dell’operazione;
• acquisizione o trasferimento del diritto di proprietà o di altro diritto reale sui beni;
• status di operatore economico del cedente nazionale e del cessionario comunitario;
effettiva movimentazione del bene dall’Italia ad un altro Stato membro dell’UE, indipendentemente dal fatto che il trasporto o la spedizione avvengano a cura del cedente, del cessionario o di terzi per loro conto.
In mancanza anche di uno solo di tali requisiti, la cessione è imponibile IVA secondo le disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

Con la risposta n. 100 dell’8 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate torna sul tema dell’onere della prova nelle cessioni intracomunitarie riepilogando le precedenti risoluzioni e considerando i nuovi orientamenti dal 1° gennaio 2020 del Regolamento di Esecuzione del 4 dicembre 2018, n. 2018/1912/UE che è intervenuto nel corpus del regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011, inserendo il seguente articolo 45 bis.

La Direttiva 2006/112/CE non specifica in che modo debba essere provato il rispetto dei requisiti per la dimostrazione dell’invio dei beni all’estero, spettando agli Stati membri determinare le condizioni per assicurare la corretta applicazione del regime di non imponibilità e prevenire eventuali abusi (Risoluzione n. 19/E del 25 marzo 2013). La legge italiana non contiene una specifica previsione in merito ai documenti che il cedente deve conservare ed eventualmente esibire in caso di controllo per provare l'avvenuto trasferimento del bene in un altro Stato comunitario. In proposito, sono ancora attuali le indicazioni delle risoluzioni 345/E/2007 e 477/E/2008.
Per dimostrare l’avvenuta spedizione di merci in stato UE, occorre conservare fattura, Intrastat, un documento di trasporto “CMR” firmato dal trasportatore per presa in carico della merce e dal destinatario per ricevuta, rimessa bancaria del cliente. Nei casi in cui il cedente nazionale non abbia provveduto direttamente al trasporto delle merci e non sia in grado di esibire il predetto documento di trasporto, la prova di cui sopra potrà essere fornita con qualsiasi altro documento idoneo a dimostrare che le merci sono state inviate in altro Stato membro.
Risulta ammissibile anche l’utilizzo delle informazioni tratte dal sistema informatico del vettore, da cui risulta che la merce ha lasciato il territorio dello Stato ed ha altresì raggiunto il territorio di un altro Stato membro. Si tratta comunque di documenti analogici da stampare e conservare insieme alla fattura. Anche la dichiarazione del cessionario, corredata da idonea documentazione, costituisce un elemento rilevante.

Nella risposta 100/E/2019, l’Agenzia delle entrate ribadisce che la documentazione prodotta dal fornitore contenente la dichiarazione (timbrata, datata e sottoscritta dal cessionario) che le merci sono regolarmente pervenute nel territorio di altro stato membro, può costituire prova dell’avvenuta cessione a condizione che:
1) dai documenti siano individuabili i soggetti coinvolti (ovvero cedente, vettore e cessionario) e tutti i dati utili a definire l’operazione a cui si riferiscono;
2) si provveda a conservare le relative fatture di vendita, la documentazione bancaria attestante le somme riscosse in relazione alle precedenti cessioni, la documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti e gli elenchi Intrastat.

Dal 1° gennaio 2020, l’art 45-bis Reg. 2018/1912/UE stabilisce che sono accettati come elementi di prova della spedizione o del trasporto:

a) i documenti relativi al trasporto o alla spedizione dei beni, ad esempio un documento o una lettera CMR riportante la firma, una polizza di carico, una fattura di trasporto aereo, oppure una fattura emessa dallo spedizioniere;

b) i documenti seguenti:
i. una polizza assicurativa relativa alla spedizione o al trasporto dei beni o i documenti bancari attestanti il pagamento per la spedizione o il trasporto dei beni;
ii. documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità, ad esempio da un notaio, che confermano l'arrivo dei beni nello Stato membro di destinazione;
iii. una ricevuta rilasciata da un depositario nello Stato membro di destinazione che confermi il deposito dei beni in tale Stato membro.

Ai fini della non applicazione dell’IVA sulle cessioni intracomunitarie di beni, si presume che i beni siano stati spediti o trasportati dal territorio di uno Stato membro verso una destinazione esterna al proprio territorio ma nella Comunità, in presenza di uno dei casi seguenti:

• il venditore certifica che i beni sono stati spediti o trasportati da lui o da un terzo per suo conto ed il venditore è in possesso di elementi di prova non contradditori rilasciati da diverse parti indipendenti dal venditore o dall’acquirente (almeno due elementi del gruppo a) oppure un elemento del gruppo a) ed uno del gruppo b)

• il venditore è in possesso di una dichiarazione scritta dall'acquirente che certifica che i beni sono stati trasportati o spediti dall'acquirente, o da un terzo per conto dello stesso acquirente, e che identifica lo Stato membro di destinazione dei beni; tale dichiarazione scritta, rilasciata entro il decimo giorno del mese successivo alla cessione, indica
- la data di rilascio;
- il nome e l'indirizzo dell'acquirente;
- la quantità e la natura dei beni;
- la data e il luogo di arrivo dei beni;
- nel caso di cessione di mezzi di trasporto, il numero di identificazione del mezzo di trasporto;
- nonché l'identificazione della persona che accetta i beni per conto dell'acquirente;
ed è in possesso di elementi di prova non contradditori rilasciati da parti indipendenti l’una dall’altra, dal venditore e dall’acquirente (almeno due del gruppo a) oppure un elemento del gruppo a) ed uno del gruppo b).

Il Servizio Fiscale Tributario di API Torino è a disposizione degli associati per informazioni e approfondimenti (fiscale@apito.it - clara.pollet@apito.it).